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Il rendiconto costi e oneri: come leggerlo.

È il documento che dice quanto paghi davvero sui tuoi investimenti. Arriva ogni anno, e quasi nessuno lo legge.

4 minuti di letturaAggiornato a ottobre 2026

In breve

  • Ogni anno banche e intermediari devono mandarti un riepilogo dei costi che hai pagato, in euro e in percentuale.
  • Guarda il totale: è la cifra che hai pagato in un anno, anche se non l'hai mai vista nell'estratto conto.
  • Cerca la voce sugli incentivi: è la parte dei costi che va a chi ti ha venduto gli strumenti.

Cos'è e perché lo ricevi

Dal 2018 le regole europee sugli investimenti (la direttiva MiFID II) obbligano banche e intermediari a comunicare ogni anno ai clienti tutti i costi sostenuti nell'anno precedente. Il documento ha nomi diversi a seconda della banca: rendiconto dei costi e oneri, informativa ex post sui costi, rendicontazione MiFID. Di solito arriva tra l'inizio dell'anno e la primavera, per posta o nell'area riservata dell'home banking.

È importante perché molti costi degli investimenti non compaiono nell'estratto conto: vengono trattenuti dentro gli strumenti, giorno dopo giorno. Questo documento è spesso l'unico posto in cui li vedi scritti in euro.

Le voci da guardare

  1. Costi del servizio: quanto paghi alla banca per il servizio di investimento o di consulenza. Spesso è zero, e sembra una buona notizia.
  2. Costi degli strumenti: quanto ti costano i fondi, le gestioni e i prodotti che possiedi (costi correnti, di ingresso e uscita, di transazione). Qui di solito si trova la parte più grande.
  3. Incentivi ricevuti da terzi: la quota dei costi degli strumenti che la società che li emette gira a chi te li ha venduti. Indica quanto guadagna chi ti consiglia da ciò che ti propone.
  4. Totale dei costi: la somma di tutto, in euro e in percentuale sul patrimonio. È il numero da ricordare.

Esempio illustrativo con dati inventati. Ogni banca usa un formato diverso, ma le voci sono simili a queste. Patrimonio medio dell'anno: 100.000 €.

VoceEuro%
Costi del servizio (consulenza, custodia)0 €0,00%
Costi degli strumenti finanziari1.850 €1,85%
di cui incentivi ricevuti da terzi820 €0,82%
Costi di transazione150 €0,15%
Totale dei costi2.000 €2,00%

Come si legge: quell'anno hai pagato 2.000 €, il 2% del patrimonio, anche se nessun addebito è mai comparso in conto. Di questi, 820 € sono andati a chi ti ha venduto gli strumenti. In dieci anni, a parità di condizioni, sono 20.000 €.

Perché "costi del servizio: 0 €" non vuol dire gratis

Se il servizio risulta gratuito ma i costi degli strumenti sono alti, chi ti consiglia viene pagato attraverso gli incentivi inclusi in quei costi. Non è illegale e non è necessariamente sbagliato, ma è utile saperlo: secondo l'ESMA, l'autorità europea dei mercati, quando ci sono incentivi in media il 45% dei costi correnti dei fondi va a chi li distribuisce.

Cosa fare adesso

Cerca l'ultimo rendiconto nell'area riservata della tua banca o tra la posta. Se non lo trovi, puoi chiederlo: è un tuo diritto. Poi segnati tre numeri: il totale dei costi in euro, la percentuale sul patrimonio e gli incentivi. Sono il punto di partenza per capire se stai pagando il giusto.

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Fonti Direttiva 2014/65/UE (MiFID II) e Regolamento delegato (UE) 2017/565, art. 50, sull'informativa ai clienti su costi e oneri. ESMA, Market Report on total costs of investing in UCITS and AIFs, novembre 2025.

Contenuto informativo ed educativo: non costituisce una raccomandazione personalizzata né una sollecitazione all'investimento. Ogni investimento comporta dei rischi, compresa la possibile perdita del capitale investito.